Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

Risoli Barbara

Fantasia oltre le righe, oltre le immagini, oltre il suono, oltre il gioco. Oltre...

Chi sono

Utente: RisoliBarbara
Nome: Barbara Risoli
Scrittrice emergente nei generi Fantasy (mitologico-fantastico), sentimentale-storico, fantascienza. I miei titoli LA STIRPE - IL VELENO DELCUORE - L'ERRORE DI CRONOS - LA GRAZIA DEL FATO.

It's time to...

Gocce di Pioggia

  Ho strappato lacrime di sangue a occhi di ferro.

Questa sera vado a caccia di pensieri e di te com'eri ieri.

Intingo la penna nel sangue del mio cuore.

Non so giocare, non conosco le regole, ma non manco mai al tavolo verde della vita.

Scrivo per rabbia o per rancore, scrivo nel rimpianto di un amore o quando sono a caccia del mio cuore.

Vivo altrove, non qui. Attraverso le lande della fantasia e mi perdo nei meandri dei sogni.

INSERISCI QUI IL TUO TESTO

Zodiaco

Leggo e consiglio

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

Leggimi on line gratis e dimmi che ne pensi

Vedo

I tuoi film e series

Visite

*loading* persone sono passate sotto questo mio cielo.

Crediti

banners

Template edited by DL Graphic
Images by Photobucket, Weatherpicture Devianart e Photobucket.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Libri amici


IL VALORE DELLA TERRA
Mario Magro
0111 Edizioni
Ecco il mio commento dopo l'interessante lettura.

UN FANTASY ECONOMICO-STATISTICO

 

Punto di partenza interessante quello di questo fantasy economico-ecologista. La mia prima convinzione all’inizio della lettura è stata quella che l’autore avesse profonde conoscenze statistico-economiche e l’ultima pagina me lo ha confermato. Davvero insolito (e quindi degno di nota) condensare una realtà abbastanza frequente con la mera fantasia, intrecciando gli archetipi del fantasy senza tuttavia né esasperarli né osannarli. Il mondo in cui si muovono i protagonisti è quello rurale con tutte le difficoltà che esso comporta persino ai giorni nostri. L’organizzazione, la speranza, gli intralci ed il coraggio vengono descritti con dovizia di particolari; i personaggi, pur nella brevità dell’opera, sono simpaticamente caratterizzati con le loro manie ed il loro modo d’essere. Buona anche l’esposizione lieve della superstizione. Pur non essendo il protagonista dichiarato, il nano Vidharr è senza dubbio il più visualizzabile che mi fa pensare all’autoidentificazione da parte dell’autore. Sottolineo il buon uso della lingua, scorrevole e corretta (a parte qualche imperfezione irrilevante). Ecco un altro scrittore che conosce l’italiano e lo sa gestire in maniera mirevole. Aleggia palesemente il rispetto per la Natura, nonché il timore che la stessa incute nei travagli ‘umani’.

 

Unico neo (ma si tratta di una mia fissa), forse le descrizioni dei luoghi sono un po’ troppo dettagliate e rallentano il ritmo della lettura.

Consigliato a chi ama il fantasy classico, qui troverà le figure più amate poste però in un contesto narrativo differente e interessante.


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 09:00
del giorno: martedì, 24 novembre 2009
a proposito di fantasy, Mario Magro
Thanks for commenti

I miei personaggi - DUNAMIS DI ASTOS


DUNAMIS DI ASTOS


(Autorizzazione di Israel Delgado/Siete7Black)
DUNAMIS, RE DI ASTOS
Il figlio del lupo
 

 
Avrei potuto fare venire una paranoia mistica con il riassunto dei due libri ove in nostro eroe è protagonista e cioè L'ERRORE DI CRONOS e LA GRAZIA DEL FATO. Avrei potuto inserire stralci lunghi e tediosi delle sue avventure ove dimostra tutta la sua 'sensibilità'. Avrei potuto farmi mandare direttamente a quel paese dopo aver fatto venire la nausea a tutti. Invece di lui semplicemente parlo per presentarlo. Chi è Dunamis di Astos?

Segni particolari: bellissimo. Ma bello sul serio, di una bellezza che stende, che deve stendere perchè contrapposta ad un animo rigido, crudele, feroce, autoritario e, se vogliamo, pure prepotente. Dunamis è un re ellenico del 1200 a.C. con tutti i canoni del caso. Per capire la scelta di una personalità a volte contestata per violenza ed egoismo, bisogna fare uno sforzo e porsi in un tempo e in un mondo ove gli uomini di potere dovevano essere tali per sopravvivere e mantenere il potere stesso. Le cronache e le epopee del tempo (basta Omero per capire), danno una veduta della società molto precisa e Dunamis di Astos, pur essendo un personaggio inventato, è tutto ciò che un sovrano allora doveva essere per essere riconosciuto dalle masse. Ovviamente qualcosa di romanzato c'è in quest'uomo che ha il pregio probabilmente di tenere in mano ogni situazione, di doverlo fare per continuare ad essere e sentirsi qualcuno. Sicuro di sè, non dubita mai dei propri punti fermi, pur sottoponendolo io a torture psicologiche inaccettabili per la sua personalità, riesce sempre ad uscirne vincitore. Dunamis deve controllare le situazioni, è vitale per lui avere il dominio assoluto su tutto e tutti, la sua forza deriva dalla nobiltà che il Fato gli ha concesso; il suo carisma è vestito di leggenda che lo vuole figlio di un lupo, dal cuore divorato, dalla forza infallibile. Caratteristiche fisiche molto precise ne fanno una figura facilmente inquadrabile: altissimo, moro, occhi nerissimi, leggermente pallido e solito vestirsi di scuro, come scuri sono il suo palazzo, il suo cavallo, il suo animo.
E' facile detestarlo se lo si guarda in maniera superificiale, ma se proprio uno vuole analizzarlo, ci si accorge che alla fine la sua crudeltà non sfiora mai chi gli sta accanto, le minacce e la volontà di piegare sono palesi, ma il colpo finale lo riserva solo ai nemici veri, a quelli che effettivamente potrebbero destituirlo.
Per lui ho scelto un antagonista che ovviamente doveva essere superiore alla media, un dio per l'esattezza, il più nefando ovviamente, che nel secondo capitolo della saga mette a dura prova il suo amore. E Dunamis si fa notare anche per il sentire forte, determinato, assoluto, per l'amore che incontra e che incatena sè con la forza che anche nel cuore lo rende speciale.
Ma se è vero che Dunamis sa farsi detestare da alcuni, è anche vero che la maggior parte dei lettori che hanno dato la loro opinione ne ha apprezzato i risvolti in tutto e per tutto. Inutile dire che il pubblico femminile lo ha apprezzato in maniera particolare, ma con soddisfazione ho avuto modo di constatare che anche qualche maschietto lo ha trovato degno di nota. Forse le donne lo vorrebbero per una serie di motivi neppure tanto misteriosi, mentre gli uomini ci si identificano. Il risultato finale comunque mi è sembrato ottimo.
Non so se ho reso l'idea abbastanza chiara del personaggio, ma ovviamente ogni domanda, ogni opinione, ogni parola sarà gradita per ampliare un discorso che volevo breve ma... breve non è stato. Spero di non avere annoiato e se l'ho fatto... cerco di farmi perdonare con una visualizzazione del re di Astos. Una curiosità: io lo chiamavo IL GIOCHINO DELLE FACCE GIUSTE, cioè cercare tra i volti conosciuti quello che avrebbe potuto essere un nostro personaggio. Ha funzionato per un po', ma l'uso improprio di immagini famose ha portato spesso ad oscuramenti. Allora la mia idea è sfociata nella ricerca di faccine giuste tra gente comune, tra gli autori stessi e via dicendo. Così, molto fasticosamente, ho trovato un volto per IL RE DI ASTOS, ottenendo la gentile autorizzazione della persona. Per questo, lo preciso, sotto ogni immagine, è d'obbligo citarne il nome, per correttezza e gentilezza.



commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 23:25
del giorno: venerdì, 06 novembre 2009
a proposito di fantasy, mitologia, epica, errore di cronos, la grazia del fato, risoli barbara, dunamis di astos
Thanks for commenti (2)

I miei personaggi - THANATOS


Immagine autorizzata da Israel Delgado

THANATOS, il dio greco della morte.
 
Personificazione della Morte, presso i Greci. Era fratello di Hypnos ed aveva secondo Esiodo, il cuore di ferro e i visceri di bronzo. Dimorava nell’Ade insieme con altre funeste divinità. Solo i Lacedemoni dedicarono un culto a Thanatos; i Greci di solito gli consacravano cipressi e galli, ma non gli facevano nessun sacrificio e nessuna offerta.
 
(tratto da MONDO MITOLOGICO – Società Editrice Dante Alighieri)
 
Thanatos era dunque fratello di Hypnos, il dio del sonno, gemello per l’esattezza e questi due gemelli erano figli di Nyx, la Notte, la quale a sua volta era madre del Fato, l’essere supremo che tutto decideva per dei e mortali. Quindi ecco spiegata la stretta parentela di Thanatos con il Fato che gli era semplicemente fratello. Il mito vuole che Thanatos compia i suoi servigi per Ade privando i mortali della vita attraverso il taglio di un ciuffo di capelli (che nella mitologia romana diverrà un solo capello d’oro perso nella chioma di ogni mortale), che servirà a Caronte (il bieco traghettatore di anime) per riconoscere lo spirito del defunto sulla riva dello Stige.
 
Questo il sunto della figura della Morte greca che io ho voluto rendere protagonista del mio romanzo LA GRAZIA DEL FATO, sequel de L’ERRORE DI CRONOS. Non si tratta proprio di protagonismo quello riservato a Thanatos, piuttosto la scelta di un antagonista d’alto rango per il re Dunamis è stata d’obbligo. Considerando che il romanzo vuole Dunamis bellissimo quindi ineguagliabile in tal senso, forte con lo stesso estremismo difficile da pareggiare, crudele sino al paradosso come nessun mortale poteva essere (non dimentichiamo che il personaggio di Dunamis vuole essere per mio desiderio mai negato estremo in tutto e per tutto, in negativo e in positivo), la scelta di un dio come antagonista non l’ho potuta evitare. E così ho scelto Thanatos, il più negativo in assoluto perché se vogliamo Ades non lo è affatto, essendo semplicemente il signore del sottosuolo come Zeus lo è del cielo e Poseidone delle acque. Bene, scelto Thanatos e studiato nel dettaglio, mi sono concessa qualche libertà letteraria che preciso per correttezza: non aveva secondo il mito occhi scarlatti, il sangue del mondo era concetto estraneo ai Greci, il suo pallore non è mai stato dichiarato, ho omesso di dire che aveva i visceri di bronzo perché irrilevante ai fini della storia. Premesso questo, nonostante la negatività inquietante di questo dio, nonostante anche i guai mica piccoli che causa con il giungere ad Astos dal lontano Occidente, qualcuno ne è rimasto affascinato e qualcun altro lo ha preferito a Dunamis stesso, definito in qualche occasione IL DIVO. Ebbene, la strana capacità che ho di far amare i bastardi inizia a incuriosire me per prima. Ci sono dei punti del romanzo in cui Thanatos incute pietà, pur affermando che non può provarne, non può incuterne mettendo in guardia i mortali da se stesso. Forse la disperazione profonda e toccante di un essere che non ha speranza fa scattare nel lettore qualcosa che io stessa non saprei definire. Pur avendo ‘ingaggiato’ parecchi dei nella SAGA DEL TEMPO (in fase di conclusione per la cronaca), il nostro tristo figuro pare essere il più interessante con il suo alone di mistero. Pur avendo evitato di avvicinarlo al vampiro perché non lo è e sarebbe stato uno sproposito enorme, qualcuno ci ha scorto l’antenato del succhiatore di sangue. Ma Thanatos non succhia il sangue, non è nel suoi compiti, non era quello lo scopo della morte nella Grecia arcaica.
Per ovvie ragioni di spoiler non posso certo dire qualche missione impossibile debba compiere il dio della morte del regno del figlio del lupo e in tal senso mi permetto di consigliare la lettura del libro per saperne di più. Se vi va, se ci sta, se si può, se… beh, se non altro ho fatto conoscere un dio greco, non il migliore lo so, ma pur sempre un dio.
 
 



commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 15:49
del giorno: giovedì, 05 novembre 2009
a proposito di
Thanks for commenti (3)

Racconti - Barbara Risoli


IL RAMO DELLA VITA

Aveva deciso di morire. Aveva preso questa drastica decisione sorridendo allo specchio mentre si faceva la barba, noioso rituale giornaliero che evidenziava la monotonia che da sempre gli andava stretta. Si era ferito con il rasoio affilato ed aveva osservato il proprio sangue scendere lungo la gola: era così rosso, addirittura nero, insolito ai suoi occhi ed era rimasto fermo per infiniti minuti, lasciando che il tempo e gli impegni scappassero veloci, infischiandosene di tutto. Aveva poi sfiorato quel sangue denso, quasi solido e lo aveva assaggiato, gustandone il sapore conosciuto. Si sentiva pazzo anche se non aveva mai dato i segni inconfutabili della follia, anche se appariva normale, persino comune nella folla, forse tedioso9, senza gloria e senza infamia, solo ed in compagnia con la stessa facilità. Si sentiva male, un male che scavava dentro, che rodeva l’animo come fosse un tarlo e la sua ricerca sfrenata di Dio e del Demonio non gli dava né tregua né risposte. Era come se camminasse pericolosamente sul ciglio di un cornicione senza mai cadere giù, senza riuscire a smettere d’esserci, desiderandolo e paventandolo in un secondo, in un lampo che era genio e poi abisso mentale. Si, doveva morire, ne era tragicamente convinto. Doveva dare un taglio netto all’esistenza pesante che andava conducendo e le distrazioni occasionali che si inventava non erano più sufficienti per permettergli di sopportare il frastuono del respiro che aveva in petto. Non sapeva dirsi perché anelasse la morte, forse era solo una sfida che si era messo in testa di poter vincere; forse era solo un’idea stupida e senza nesso che amava portare avanti come avrebbe potuto amare una donna… se soltanto ci fosse stata una donna degna di essere definita tale. Poco gli importava dei motivi e delle giustificazioni che lo indussero a bere ed a farlo senza ritegno, superando il malore iniziale che lo azzannò, sopportando stoicamente la sensazione di vuoto e di nausea che ogni mattina lo sorprendevano, rendendo ogni levata faticosa ed insostenibile. Divenne indifferente ad ogni cosa, nulla lo turbava, non una lacrima versata lo commuoveva, non un dolore consumato per lui lo emozionava o lo faceva ricredere, non uno sguardo affranto ed umido lo fermava nella sua corsa alla fine, niente lo cambiava, nulla screziava la sua suicida determinazione.
Barcollante, sul filo di una lama che era la sua vita, giocò a provocare la morte e si inchinò davanti a lei con l’occhio arrossato di male e di disperazione. Sorrideva suadente e sfidante come un bambino e gridava alto, urlava a squarciagola e ridevano di lui, lo trovavano divertente e stava morendo. Vacillante, nell’amnesia della sua esistenza, ballava sino al cuore che gli scoppiava e danzava bene con la sconfitta e la vergogna, sue fedeli compagne. Era simpatico ed invitante, spregiudicato e coraggioso quando insultava i potenti ed il pubblico applaudiva… ma stava morendo. Delirante, nuotava nel suo mare avvelenato, possedeva braccia forti e stava orgogliosamente a galla ma continuava a morire e lo faceva lentamente, non destava sospetti sulla crudeltà che riservava a se stesso. Vaticinante, sapeva riconoscere chi gli somigliava e lo trascinava nel turbinio di giorni senza notti e notti senza giorni; maneggiava una pistola che lo colpiva sempre e restava immobile ed ansante nel suo fango e lenire malamente ferite mortali, ma stava morendo, stava spirando, si stava spegnendo come brace al mattino, si stava chiudendo come un fiore al tramonto, si stava annullando come un errore divino da nascondere. Tremante, guardava le mani impazzite e cercava un appiglio laddove gli era facile, cieco davanti al mondo che lo scrutava mentre stava morendo. E della sua anticipata dipartita agli altri non importava nulla, gli riservarono la stessa indifferenza che lui aveva costruito e manifestato con rabbiosa ferocia. La sua esistenza stava andando a rotoli, proprio come aveva voluto, esattamente come aveva immaginato potesse essere. Ma era impassibile anche davanti a questo, anche davanti al male fisico che lo prese e lo scosse.
Pensò e ripensò a se stesso, a com’era stato, lo fece dondolando in mezzo ad una strada o cadendo nel fosso di un campo e si accorse di non essere mai stato felice, di non aver mai creduto alla felicità, di non avere mai amato e di non essere mai stato amato. Pianse senza testimoni a consolarlo e si rialzò molte volte pateticamente fiero per poi presentarsi sul palco della vita con una riverenza grottesca, dava spettacolo, continuò a divertire. Trovò stuzzicante rallegrare chi triste lo osservava e così divenne un famoso attore nel microcosmo in cui era stato posto dal destino. Esagerava in tutto, l’alcool che ingurgitava ormai costantemente, senza cessa, lo faceva sentire forte, invincibile e grande come non era mai stato. Non ebbe più limiti, in nessun senso; non ebbe più scrupoli, sentiva crescere dentro un odio indiscriminato che non si spiegava e che non era, per una volta, rivolto a sé. Aveva sempre voluto tutto e subito, non era avvezzo all’attesa, non gli era mai stato possibile aspettare e quel tutto lo aveva travolto, schiacciato, annientato e spinto verso un baratro profondo, impenetrabile con lo sguardo e superabile solo con un salto senza fine. Era scivolato in quel burrone impervio ed atro e nel vortice del male che sentiva ingrandirsi come una pianta era miracolosamente rimasto appeso al ramo della vita: si era agitato, aveva scalciato come un somaro ribelle, aveva tentato di staccarsi da quell’appiglio, ma le sue mani, meno tremanti in quell’occasione, erano state salde e ferree e nello svenimento che lo colse non morì e tutti si chiesero come era potuto accadere. Erano poche le spiegazioni, erano nulli i discorsi medici, umani, psicologici. Tutto era inutile per lui, le regole non reggevano in lui, le previsioni non erano quelle giuste. Soffrì mille volte di più nella guarigione che gli fu imposta, soffrì come un cane e si sentì un cane, bastonato e sconfitto. Soffriva solitario, cercava il niente dove era facile perdersi, anelava il vuoto assoluto intorno a sé nella lucidità scomoda che incontrò dopo anni di delirio piacevole e nostalgico. Non voleva niente, non voleva nessuno, solo se stesso da guardare allo specchio, lo stesso davanti al quale aveva firmato la propria condanna a morte. Chi lo aveva graziato? Dio? No… Lui non era solito perdonare, diceva di poterlo fare ma non lo faceva mai. Il Diavolo? Lui? Lui… che lo aveva messo in tentazione, che lo aveva torturato insinuandogli dentro il tarlo dell’insoddisfazione ed afferrandolo per i capelli lungo la strada della follia? No, lui no… non poteva certo dimenticare che in fondo lo aveva vinto vivendo, continuando a farlo. Si incamminò su innumerevoli sentieri, con il ricordo di un passato che non avrebbe mai potuto cancellare, che portava stampato sulla pelle come un marchio indelebile, come un graffio sanguinante che non si sarebbe più rimarginato. Lentamente amò il sole, dopo avere bramato il buio; piano si incantò davanti ad un fiore, ad un cucciolo, ad un sorriso, ad una mano in cerca di aiuto. Cambiò senza cercare di non farlo ed i suoi giorni divennero incredibilmente normali, senza dolore, piatti ed allettanti, silenziosi, senza rumore, senza frastuono, senza pazzia e senza armi in pugno. In lui si sciolse l’odio ed il desiderio di vendetta, che per un attimo lo aveva scosso, scemò come una nuvola spazzata dal vento e nel vento trovò ristoro, con l’aria fresca ad accarezzargli il volto ed a chiudergli gli occhi. Respirò profondamente da sentire l’aroma sconosciuto della vita nei polmoni stanchi; inspirò vita con una tale avidità che sorpreso ammise di amarla come non aveva mai amato nessuno. La vita… non aveva mai pensato realmente alla vita, quella che scorreva nelle sue vene, quella che caparbia e convinta non si era staccata da lui come un’amante gelosa e possessiva. La vita… neppure Dio sapeva quanto era bella e stava ore ed ore a guardarla intorno a sé, quando la solitudine non ebbe più senso e cercò spasmodico la compagnia di un amico, la parola di un estraneo, l’allegria di un incontro fuori programma. La vita… com’era possibile sfuggirla? La vita con i suoi immensi problemi e con le sue soluzioni impreviste! La vita… era meravigliosa adesso che non ne aveva più la sorella alle spalle, adesso che sentiva allontanarsi il giorno della sua morte. Sorrise felice, quasi felice, leggermente felice e si chiese perché era ancora vivo, perché era ancora in piedi e non cercò più l’oblio, voleva essere sveglio in ogni minuto del suo respiro sempre meno affannato.
E guardò la vita accanto a sé, guardò i suoi grandi occhi chiari, il suo sorriso rassicurante ed ascoltò quella voce dolce e suadente: forse non meritava questo, non meritava tanto… ma lei non lo condannò, lei gli diede impercettibilmente tutto quello che non aveva mai avuto. Ringraziò la vita e l’amò per sempre, non seppe più tradirla e forse… non morì mai.


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 14:52
del giorno: giovedì, 05 novembre 2009
a proposito di racconti, risoli barbara
Thanks for commenti (1)

Un libro a NATALE! Offerta!


ADESSO E' NATALE!!!!
In anticipo, lo so... ma la pubblicità è l'anima del commercio, no? Ebbene, in previsione del giungere del Natale, consiglio di regalare un libro, magari quello che ho scritto io. IL VELENO DEL CUORE, romance storico dai risvolti insoliti, è disponibile per chi lo volesse acquistare per sè o per altri. E' Natale, tempo di promozioni quindi...

IL VELENO DEL CUORE è acquistabile contantattandomi direttamente e offro:

- 10% di sconto su prezzo di copertina (il volume costa € 12,70, lo vendo a € 11,40)

- il mio autografo

- spese di spedizione a mio carico

- successo garantito (ih!)

Chi ha tempo dunque non aspetti tempo... io son qui! Grazie a tutti in anticipo!

Barbara Risoli


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 15:43
del giorno: lunedì, 02 novembre 2009
a proposito di rivoluzione francese, romance, romanzi rosa, il veleno del cuore, eufrasia des fleuves, venanzio sauvage, risoli barbara, zerounoundici edizioni, rix delirium
Thanks for commenti

Premio OCCHI D'ACCIAIO


Image and video hosting by TinyPic
PREMIO
'OCCHI D'ACCIAIO'
Riconoscimento per il lettore on line
indetto da Barbara Risoli

Ho il piacere e l'onore di insignire
del PREMIO OCCHI D'ACCIAIO
per la lettura on line (cioè su monitor)

CRISTINA CONTILLI
per aver letto ben pag. 280 on line
cioè LA GRAZIA DEL FATO

Ecco il suo commento su aNobii
 

Link per leggerlo on line:

http://www.ilclubdeilettori.com/prodotto-143279...

Finito... è un incrocio tra un rosa ed un fantasy (almeno secondo me), visto che, nonostante fughe, tradimenti, dispetti da parte degli dei e persino un viaggetto nell'Ade, Zaira e Dunamis vedono alla fine trionfare il loro amore... ma sarà la fine definitiva delle loro avventure o la Risoli sta preparando un seguito?!

Congratulazioni a Cristina!

 



commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 18:08
del giorno: giovedì, 29 ottobre 2009
a proposito di la grazia del fato
Thanks for commenti (3)

I miei personaggi - EUFRASIA DES FLEUVES


EUFRASIA DES FLEUVES
contessa di Saint-Malo
EUFRASIA DES FLEUVES, figlia del conte Xavier des Fleuves di Saint-Malo, come tale è contessa. Ma Eufrasia non è una protagonista simpatica, non è dolce, non infonde quella tenerezza tipica del genere letterario, sa difendersi, a torto o a ragione, con mezzi leciti oppure illeciti. E sceglie questi ultimi per salvare se stessa da una punizione neppure tanto insolita per il tempo, il 1788. Dopo avere lottato con le unghie e con i denti per il proprio amore nei confronti di un borghese (o forse qualcosa meno), dopo essere giunta all’altare al fianco di colui che solo lei aveva voluto, dopo essere andata contro le regole e le convenzioni del suo tempo (non dimentichiamo che la signorina all’inizio del romanzo entra impunemente in una locanda malfamata e si scola un bicchiere di rhum), dopo tutto questo Eufrasia dice no al sacerdote, gira i tacchi ed esce dalla chiesa lasciando di stucco il fidanzato per primo e il padre per secondo. Ma mentre il fidanzato subisce gli eventi, il genitore fa appello alla propria autorità e s’impone con la prospettiva del convento. Eufrasia non accetta una tale imposizione, molte donne pur di non chiudersi in un convento avrebbero intrapreso strade tortuose e rischiose, ma lei, dopo un attimo di tentennamento, non accetta neppure la possibilità di perdere il prestigio o se non altro la vita cui è abituata quale nobile. Eufrasia finge la propria morte, la fortuna di un incontro la aiuta, ma fa credere di essere morta, fa derubare il padre di abbastanza ricchezze per rifarsi una vita e cambia identità, celandosi dietro una vedovanza inesistente e una vita apparentemente semplice, pur senza alcuna privazione. Per mantenersi Eufrasia non si vende, impara il gioco d’azzardo e diventa contrabbandiera armando quella Rivoluzione che (questa è un’anticipazione) dovrà affrontare nel sequel di questo romanzo. Con queste premesse si è capito che i canoni classici della ragazza ingenua vengono a mancare, anche se Eufrasia è comunque pura e si darà al solo uomo che si dimostrerà capace di tenerle testa assecondandola oppure contrastandola, un uomo capace di valutare ogni sua mossa, di prevederla e di salvarla con scelte che prima o dopo dovranno essere prese. Questa dunque è Eufrasia, protagonista femminile de IL VELENO DEL CUORE, eroina al negativo che sa muoversi in un mondo allo sfascio con i giorni contati, che sa uccidere e lo fa per un uomo perduto eppure forte quanto lei, sa fingere, nascondersi, tessere trame, inganni e tutto per se stessa. La sua carta vincente, questo gliel’ho dovuto concedere, è l’estrema bellezza, mozzafiato e cupa, dal pallore in netto contrasto con il nero corvino di lungi capelli e l’abisso atro di uno sguardo sempre attento, mai distratto. La sua bellezza le permette molto e prima tra tutto conquistare un uomo senza scrupoli che della vendetta ha fatto il proprio motivo di vita e che per mestiere, celato come lei in un grande inganno, altro non è che un sicario a pagamento, molto richiesto in una Francia alla vigilia della Rivoluzione incombente che gli Stati Generali non eviteranno. Eufrasia è stata definita una donna forte dalle più morbide lettrici, ma anche una semplice nobile viziata che fa pagare i propri conti agli altri, primo tra tutti a suo padre. Eppure, questo personaggio un po’ fuori dalle righe non dispiace e sa farsi amare, forse perché comunque rivela una passione e una decisione nel sentire che al lettore piace, sa trasformarsi in animale pericoloso e spietato e in amante languida ed insicura in cerca di affetto e conferme, di carezze e abbracci. Certamente un personaggio controverso, difficile da inquadrare e assolutamente impossibile da ignorare. Eufrasia des Fleuves la si ama o la sia odia e questo fa già di lei un piccolo mito.


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 18:44
del giorno: lunedì, 26 ottobre 2009
a proposito di il veleno del cuore, eufrasia des fleuves
Thanks for commenti (1)

Quinta uscita RIX DELIRIUM



16 DICEMBRE - ROMANCE DAY
lancio del blog

http://blog.libero.it/unapassioneoltre





Su gentile richiesta e in ottemperanza alla mia attiva partecipazione all'iniziativa, ecco la quinta uscita del RIX DELIRIUM. Ecco il link per poter estrapolare i dati e condividere il video ai fini di diffondere la conoscenza di questo evento. Grazie a tutti coloro che parteciperanno.

http://www.youtube.com/watch?v=KqSgrUV4erM

Barbara Risoli


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 15:16
del giorno: sabato, 24 ottobre 2009
a proposito di romance, romanzi rosa, book trailer, rix delirium
Thanks for commenti (4)


Copie disponibili

ORCZY, DUMAS, HUGO e... RISOLI!
Vagando su internet senza una meta, ho incontrato un mondo nel quale non sono mai entrata, cioè YAHOO ANSWERS. Trovo il mio nome nel motore di ricerca, curioso. Beh, riporto i link con un moto di palese orgoglio perchè essere messa nella stessa lista di nome del calibro di Hugo, Dumas e Orczy non può non inorgoglirmi! Mi si perdoni lo slancio di autofanatismo... ma la cosa è stata del tutto inattesa e il fatto di non conoscere gli utenti che mi hanno consigliata è eclatante.

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090630101529AATse5g

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090629130051AAJlxqr


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 10:35
del giorno: mercoledì, 21 ottobre 2009
a proposito di
Thanks for commenti


Mi scuso se non rispondo ai PVT
ma non riesco a visualizzarli.
Appena possibile provvedo.
Grazie.


commento scarabocchiato da: RisoliBarbara
alle 23:21
del giorno: martedì, 20 ottobre 2009
a proposito di
Thanks for commenti

1 2 3 4 5 6 7 8 9 ...
successiva ›
ultima »

Commenti recenti

RisoliBarbara in I miei personaggi - ...
utente anonimo in I miei personaggi - ...
kissing71 in I miei personaggi - ...
RisoliBarbara in I miei personaggi - ...
kissing71 in Racconti - Barbara R...
kissing71 in I miei personaggi - ...
utente anonimo in Premio OCCHI D'ACCIA...
Elisabhett in Premio OCCHI D'ACCIA...
utente anonimo in Premio OCCHI D'ACCIA...
Elisabhett in I miei personaggi - ...

 Commento02

Emozioni

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic

Le mie foto

Vedi altri media

Bottoni

I regali dei lettori

Zaira d'Este

In rilevanza

Sussurri d'Anima

Link amici

"Leggere è... Sognare"
Alice non lo sa
Carta e calamaio
Carta scritta
Charizaworld
Elfi Draghi Streghe
Fantasya - Sulle ali della fantasia
Historical Romance
I Demiurghi: racconti storici
I Mondi di Caillean
Il Blog della ASKY
Il blog della Contilli
Il blog della Patty
Il blog di ELISABETTA MODENA
Il blog di ISRAEL DELGADO
Il blog di MARCOS CALA
Il blog di MARIO DE MARTINO
Il blog di PEERGYNT LOBOGRIS
Il blog gemello per i miei lettori
Il Giralibro
Isn't it romantic ?
L'INSOLITO - Segnali da scaffali poco frequentati
La biblioteca di miss Bennet
La mia libreria su aNobii
La nave dei sogni
laura et lory
Le storie di Laureen
Librandosi
Runde Taarn Edizioni
Salvatore Spoto
Sfruttiamo splinder
Silvia Scibilia
Standing in the Rainbow
Un mondo d'amore, tristezza e rabbia
Una passione e oltre

Categorie

Mario Magro
alessandra paoloni
amicizia
angelinelli francesca
anima
anobii
aphelion
beyond good evil
book trailer
caillen
cefalonia
concorso il club dei lettori
dacon
dascani federica
dunamis di astos
enrico matteazzi
epica
errore di cronos
eufrasia des fleuves
fantascienza
fantasy
fisco fosco
gervasone simona
hitler
horror
il club degli scrittori
il veleno del cuore
in cammino
insieme allinferno
israel delgado
kristle reed
la giustizia del sange
la grazia del fato
la nave dei sogni
la stirpe
la trilogia della signora degli
letture on line
lisa verdi
lorenzo moneta
lucia scarpa
lultima donna della terra
mario de martino
mascia ubaldina
matteazzi enrico
mitologia
mp black
nazismo
paolo federici
patrizia catenuto
peergynt lobogris
prince of persia ps3
racconti
recensioni
risoli barbara
rivoluzione francese
rix delirium
romance
romanzi rosa
runde taarn
siete7black
template
venanzio sauvage
vesal
zaira denotria
zerounoundici edizioni

Il passato da ritrovare

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica
in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.